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Dieci buone ragioni per fare Biodanza

DIECI BUONE RAGIONI PER FARE BIODANZA
Ecco un bell'articolo pubblicato sul www.biodanzaitalia.it (sito dell'Associazione Etico Culturale Italiana degli Operatori di Biodanza). Da leggere e diffondere! 

Intervista sulla Biodanza a Roma

Video intervista rilasciata da Andrea Pallotta, operatore didatta di Biodanza, a una nota emittente romana.
 

LA NUOVA STAGIONE DI BIODANZA 2016/2017

A SETTEMBRE RIPRENDERANNO I CORSI E LE PROPOSTE DEI NOSTRI OPERATORI! CONSULTATE LA VOCE "EVENTI E SEMINARI" PER NON PERDERVI NULLA!

ARTICOLO SULLA BIODANZA

Condividiamo con i nostri lettori un articolo apparso sulla nota rivista INTIMITA', dedicato alla BIODANZA e ai suoi effetti e benefici

COS'E' LA BIODANZA ACQUATICA

La Biodanza Acquatica è un’estensione della Biodanza che conosciamo in palestra.

Creata da Rolando  Toro per   favorire la capacità di abbandonarsi senza tensioni né rigidità, grazie allle qualità intrinseche della acqua calda,  la si pratica  in una speciale piscina in cui l'acqua è alla temperatura corporea di 36,5° e come nella Biodanza tradizionale tutti gli esercizi proposti sono accompagnati da musiche selezionate


“La vita ha inizio nell'oceano. Gli esseri umani si formano nel liquido amniotico. La Vita nasce dall'Acqua e grazie all'Acqua. Il movimento nell’Acqua è profonda connessione con sé, migliora l’equilibrio dinamico e genera un'armonia organica e pulsante con noi stessi, con gli altri e con l’ambiente”

 

I simboli si sa hanno un enorme impatto sul nostro stato emotivo e quindi sulla nostra salute. A livello simbolico "l'immersione nell'acqua è un'esperienza di rinascita,  di purificazione in cui gli esseri umani .... risorgono a nuova vita" (Rolando Toro)

Amore, calore, poesia, sensualità, accoglimento e comunione sono le qualità che attraverso la via dell'acqua rigenerano il nostro essere.

"Scopo della Biodanza in acqua è quello di aiutarsi con gli altri partecipanti a vivere momenti di abbandono, di incontro e di sensibilità. Gli esercizi vissuti in acqua inducono stati di abbandono piacevole e di rilassamento profondo che rinnovano l’organismo, dissolvono le tensioni e curano lo stress"

Durante le sessioni si eseguono esercizi di carattere ludico, di integrazione motoria, piacere cenestesico, fluidità, abbandono e contatto.

Per partecipare a questa esperienza ( per sapere “dove a  ROMA” consulta  la sezione Eventi)  è richiesto un minimo di pratica di Biodanza.

Lettera di ringraziamento all'Opera di Rolando Toro

Santiago, 12 Maggio 2012

Cara  Cecilia Toro

Nel salutarla, vogliamo ringraziare pubblicamente suo padre, Rolando Toro, attraverso lei e la sua famiglia, per il contributo che ha lasciato il suo segno nelle Relazioni Salutari e la Felicità nel nostro paese.
Recentemente, il 19 luglio 2011, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha dichiarato che “La ricerca della felicità è un diritto delle persone” ,  sollecitando gli Stati a trovare misure per inserire questo concetto nelle proprie politiche. A partire da questo desiderio mondiale, diverse organizzazioni nazionali abbiamo convocato un grande Incontro il 26 e 27 maggio 2012 per pensare e condividere idee e azioni sulle relazioni salutari e di felicità in un Cile che si Cura.
Questo Incontro è stato organizzato dalla UC Saludable della Pontificia Università Cattolica del Cile e ‘Al Sur de Nosotros, ed è patrocinato dalla Pontificia Università Cattolica del Cile, dalla Università del Cile, dal Ministero delle Relazioni Estere, da ‘Il Programma Scegli Vivere Sano’, dal Ministero della Educazione, ‘Action For Happiness’, dal Collegio Medico, dalla Società Cilena di Psichiatria, Neurologia e Neurochirurgia, dalla Società di Pediatria del Cile, dalla Società cilena di Psicologia Clinica, ‘Un Tetto per il Cile’, ‘Eventual Producciones y Accion Responsabilidad Social Empresarial’.

Nel contesto di questo incontro abbiamo deciso di realizzare sabato 26 maggio 2012 alle 20,30 nel Parco Araucano, una cerimonia di ringraziamento per quelle persone o istituzioni che stanno contribuendo alle relazioni salutari e alla felicità nel Cile e nel Mondo, definendo 6 categorie: 1) Relazioni Salutari, 2) Atti di Generosità, 3) Contagiatori di emozioni positive, 4) Spiritualità e Senso della Vita, 5) Contributo nello Sviluppo tecnico e ricerca, 6) Contributo Internazionale.
e consideriamo Rolando Toro Araneda per il suo grande contributo al nostro mondo, specialmente nella categoria Contagiatori di Emozioni Positive, dato che grazie alla vivencia di Biodanza molti cileni hanno cominciato ad essere persone più felici, che ne contagiano altre e trasformano questo paese in un posto migliore per vivere,  vogliamo ringraziare pubblicamente il suo contributo alla costruzione di relazioni salutari e alla miglior qualità di vita in Cile.

Psicoterapia CHIAMA…Biodanza RISPONDE

Psicoterapia CHIAMA…Biodanza RISPONDE (*)

Incontro Sinergico per il Benessere della Persona

Al 3°Forum Internazionale di Biodanza Sociale e Clinica Vicenza 2-3-4-marzo 2012

Acura di Gianni De Lucia e Viviana Morelli

 Viviana Morelli e Gianni De Lucia rispettivamente psicoterapeuta  e operatore di Biodanza sul nostro territorio di Roma  hanno avviato, nell’autunno del 2011,  un progetto sperimentale di collaborazione rivolto  agli utenti con disagio psico-fisico del Centro di Psicologia Applicata (CPA)  di Albano Laziale ( Roma) con l’obiettivo di
proporre la Biodanza come rinforzo alla Psicoterapia Analitica-Esistenziale e di osservarne e seguirne gli effetti

Il C.P.A. è uno studio di psicologia e psicoterapia privato presente sul territorio da oltre venticinque anni, attraverso il lavoro di quattro psicoterapeuti della stessa formazione analitica-esistenziale e di recente di  altri sette di formazioni diverse, offre agli utenti
psicoterapia individuale per adulti, bambini ed adolescenti, psicoterapia per coppie e di gruppo. Insieme con un approccio integrato al servizio della Persona!

Portiamo a questo Forum di Vicenza le nostre   OSSERVAZIONI  e le TESTIMONIANZE del  gruppo sperimentale dei  9 partecipanti-pazienti, che hanno alternato alle sedute di psicoterapia  la pratica della Biodanza  riuscendo, a nostro avviso,  ad  integrare ed armonizzare “elementi opposti” della persona   attraverso il rafforzamento di potenziali individuali inespressi e di una energia corale in sinergia sul progetto persona

Parte integrante di questa testimonianza  è l’ANTECEDENTE  stesso del progetto ovvero l’incontro che la dott.sa Viviana Morelli ha avuto con la Biodanza durante una presentazione  esperienziale organizzata da Gianni De Lucia (Ottobre 2010). Alla esperienza,  pur  positiva   ma non  sufficiente  a  far nascere la collaborazione, è seguita la iscrizione al corso settimanale a cui Viviana Morelli ha partecipato con assidua presenza e come lei stesso dice “non per accumulare  teoria ma per immergersi ed assorbire esperienza”  osservando gli effetti su di sé e sugli altri allievi del corso.

In pratica si è trattato di un notevole investimento personale di tempo ed economico che ha fatto nascere con consapevolezza l’idea che di questa “positività” prodotta dalla Biodanza ed assorbita dal corpo potevano usufruirne anche alcuni  pazienti del CPA. In effetti in questo anno di esperienza praticata attraverso il corpo ed ascoltata nelle emozioni e negli incontri si è fatta strada anche il convincimento  che i due approcci (la psicoterapia analitica esistenziale e la biodanza ) avessero punti di contatto da valorizzare in un progetto comune:

“…(Viviana Morelli) Il metodo terapeutico della mia formazione prevede un prendere “in cura” una persona che porta la sua nevrosi, come ogni altra psicoterapia, rieducando e interpretando, accompagnando la Persona ad una consapevolezza dei suoi conflitti, sciogliendo nodi di dolore e di odio dinamico, ma ricordando sempre in questo cammino che nonostante i nostri dolori noi possiamo essere “artisti di noi stessi”, abbiamo delle risorse esistenziali che sono innate e possiamo risvegliare e potenziare”

“ … (Gianni De Lucia) Molto vicino a come viene definita la Biodanza: la Biodanza è  un sistema d’integrazione affettiva, di rinnovamento organico e di riapprendimento delle funzioni originali della vita "

dove:  il riapprendimento delle funzioni originali della vita  secondo la Biodanza si attua attraverso l’esposizione ad eco fattori positivi sui 5 grandi insiemi di potenziali (Vitalità, Sessualità, Creatività, Affettività, e Trascendenza) che in un contesto ecologico riattivano
funzioni originali della vita: capacità di amore, gioia, coraggio di vivere.

“ … (Gianni De Lucia) La Biodanza è un lavoro sulla parte sana della persona con l’obiettivo non di affrontare le difficoltà bensì di potenziare le risorse e le capacità possedute; una  peculiarità della
Biodanza che la collega psicoterapeuta ha intercettato e   canalizzato verso la  collaborazione
multidisciplinare…”

A distanza di un anno dal primo incontro della Biodanza e di pratica su di sé,  Viviana Morelli, con la collaborazione di Gianni De Lucia,  fa entrare  la Biodanza al CPA di Albano Laziale (Ottobre 2011) dove
viene costituito un gruppo specifico (gruppo chiuso) con partecipanti scelti con caratteristiche comuni che, in psicoterapia da diverso tempo, si trovavano in una fase di “empasse” per una mancata spinta
all’azione e alla fiducia nonché resistenti a sentire il corpo ed il suo linguaggio, il gesto- movimento, come parte integrante dell’incontro con Sé e con l’Altro.

 “…. (Viviana Morelli) In totale 9 Persone su cui ho potuto osservare modificazioni emotive, relazionali e corporee, attraverso l’incontro con la Biodanza. Finalmente oltre a sostenere verbalmente un loro
(dei pazienti) potere esistenziale di superamento, di affettività, di trascendenza, di sintesi degli opposti, avevo uno strumento concreto che aggirando la loro razionalità e resistenza psichica ci permetteva una esperienza concreta….”

 L’idea è stata quindi quella  non di “inviare”  il proprio paziente che si trovava in una fase di “empasse” verso un altro professionista ma di creare un nuovo “setting” dove  invitare il  paziente  ad esplorare e potenziare la  parte sana   per  espandere e  vivere nuove possibilità;  le ricadute  della Biodanza poi  inevitabilmente sarebbero state riportate  nelle  sedute di  psicoterapia  a beneficio del percorso di benessere ed autonomia auspicata. Elemento fondamentale per potenziare il successo della sperimentazione la stretta interazione e scambio professionale, nonché la co-presenza in alcuni incontri specifici, tra l’operatore di biodanza e la psicoterapeuta.

Sulla base sia di elementi comuni che di alcune specificità  tra i nove partecipanti-pazienti (difficoltà di relazione con altri, scarsa empatia col proprio corpo, blocco sessuale, difficoltà nell’intimità affettiva
e verbale, tono dell’umore basso)  sono stati promossi incontri settimanali, quindicinali e alcuni seminari di approfondimento.

“ … (Gianni De Lucia) Dal punto di vista della applicazione metodologica della Biodanza  un trimestre dedicato alla integrazione ritmico-motoria, affettiva-motoria, sensitivo-motoria, per favorire   il gruppo  verso una esperienza sensibile  tra i due poli  di coscienza di sé (identità – regressione affettiva) e a seguire una serie di appuntamenti specifici per l’approfondimento e la radicalizzazione della esperienza”

Da ottobre 2011 a dicembre 2011:

· 1 gruppo specifico    frequenza quindicinale c/o CPA Albano (Roma)

· 1 gruppo aperto per adulti frequenza settimanale a Grottaferrata (Roma)

 Da Gennaio 2012 a marzo 2012:

· 3 seminari di approfondimento per radicalizzare l’esperienza (aperti ad adulti) a Grottaferrata e Ciampino (Roma)

CONCLUSIONI

(Viviana Morelli) La spinta energetica,  “in chiave esistenziale”, che l’esperienza in Biodanza ha dato a queste nove Persone è stata riscontrata nel corso della loro psicoterapia. Tutti loro hanno goduto del risveglio corporeo, modificando corazze e difese, emozioni più brillanti condite di vitalità e creatività hanno preso il posto di momenti di “stallo”. Certamente con delle differenze che prevederanno diversi interventi.

Il progetto è stato certamente “rivitalizzante” anche per la psicoterapeuta, che arricchita  e nutrita da uno strumento nuovo  intraprende una strada nuova per sostenere la propria professionalità

(Gianni De Lucia) Ho osservato in tutti i partecipanti   motivazione e consapevolezza a vivere questa  esperienza come una preziosa occasione per rendere protagonista   il proprio “corpo”, dando spazio ad una capacità di “ascolto” di sé  espressa nel  movimento-danza con una crescente spontaneità  visto l’arco di tempo relativamente breve dell’esperienza. Ho sperimentato che la Biodanza in un contesto di multidisciplinarità offre al facilitatore interessanti spunti di riflessione e sicuramente occasioni di   arricchimento professionale.
Vista questa “bellezza” nell’incontro tra professionisti in Biodanza e in Psicoterapia, stiamo lavorando per una continuità!
(Gianni De Lucia – Viviana Morelli)

Le conseguenze dell'amore

Le conseguenze dell'amore così il cuore droga il cervello
Annulla tristezza, ansia e paure, accendendo in noi scintille di vita: quel che già "sentivamo" ora è verità scientifica. Ecco come la neurobiologia interpersonale, e una studiosa americana decisa a guarire il marito, lo hanno dimostrato. Diane Ackerman ha sperimentato gli effetti positivi nella cura del compagno dopo l'ictus

NEW YORK - È la rivincita di Cole Porter e Frank Sinatra. Ricordate quel vecchio successo di Broadway? "Neppure la cocaina mi dà il piacere che mi dai tu". Giustissimo: "I Get A Kick Out Of You". La scienza ci ha messo qualche decina di anni ma alla fine la verità che abbiamo sempre sospettato è saltata fuori: l'amore è come una droga. Nella duplice accezione appunto di dipendenza e medicina. Sì, il doping del cuore è l'ultima frontiera della neuropsichiatria. Anzi, per la precisione di una nuovissima disciplina chiamata neurobiologia interpersonale. E che per la prima volta nella storia è riuscita a dimostrare che cuore & cervello non solo si parlano: è il primo a dettare legge sul secondo. Con buona pace dei freddi sostenitori del primato della mente. Che l'amore facesse bene è una verità antica come il mondo che gli ultimi studi stanno finalmente corroborando. Il più curioso è saltato fuori qualche giorno fa.

Una ricerca dell'Università della California ha dimostrato che anche i moscerini, nel loro piccolo, si attaccano alla bottiglia: nel senso che quelli che non fanno l'amore vanno a caccia della frutta più alcolica perché lì si nasconde un enzima che dà appagamento - e che l'atto sessuale produce in abbondanza. È la prova certamente più inebriante del legame tra sesso e cervello. Ma l'appagamento non è necessariamente sessuale: cioè non si determina soltanto nell'atto. Non lo diceva già Dante che a volte basta "quella dolcezza al core?"

Gli esperimenti che Diane Ackerman ha raccolto sul New York Times sono impressionanti davvero. Anche perché la studiosa non si è limitata allo studio degli altri: ma ha esposto la propria esperienza personale: "Il corpo ricorda, il cervello ricicla e ri-programma. Ho testimoniato io stessa questo effetto benefico nel processo di guarigione di mio marito". Il suo compagno scrittore aveva sofferto un ictus che gli aveva bloccato quell'emisfero destro che sovrintende al linguaggio. Ma l'amore della moglie-studiosa ha fatto letteralmente il miracolo. "Ho cominciato a sperimentare nuovi modi di comunicare: attraverso gesti, emozioni facciali, giochi, empatia: e una tonnellata di affetto". A poco a poco, il cervello del marito ha cominciato a rimettersi in moto rispondendo alle sollecitazioni: com'è stato possibile?

La più grande scoperta della neurobiologia interpersonale è che il cervello non smette mai di modificarsi. Da Sofocle a Sigmund Freud e dintorni, concetti come il complesso di Edipo, si sa, sono diventati d'impiego popolare. Ma finora neuropsichiatri e psicanalisti cercavano appunto quel momento fondativo che ci avrebbe cambiati per sempre: cercando magari di modificarlo, con terapie o sublimazioni. L'alchimia neurale, sostiene invece la nuova scuola guidata da Dan Siegel dell'Università di Pasadena, continua per tutta la vita: soprattutto mentre forgiamo amicizie e scegliamo i nostri amori. "Il corpo", spiega ancora la Ackerman "ricorda quell'unicità sentita con mamma: e cerca il proprio equivalente adulto". Quell'unicità è la "sincronia tra la mente del bambino e la madre" che la scansione elettronica del cervello oggi ha permesso di fotografare. E che è la stessa sincronia registrata proprio tra gli innamorati.

Una verità che risulta evidente anche grazie al suo contrario. Naomi Einseberger dell'Università di California ha dimostrato che le aree del cervello che registrano il dolore fisico sono le stesse che si accendono quando l'amata o l'amato ci ha mollati. Anche qui, però, senza ridursi come i moscerini e attaccarci alla bottiglia, ci basterebbe ritrovare il tocco dell'amore. Gli esperimenti di James Coan, Università della Virginia, non lasciano dubbi. Questo crudele neuroscienziato ha sottoposto a piccoli elettroshock le caviglie di un gruppo di donne innamorate: quando alle signore veniva magnanimamente accordato di tenere l'amato per mano, beh, i neuroni diciamo così del dolore si illuminavano di meno. E gli esperimenti simili condotti alla Stony Brook University hanno dimostrato, per esempio, che il cervello si illumina di fronte all'immagine dell'amata così come si accende nei consumatori di cocaina.

Eccolo qui, ecco il colpo che ci accende, ecco il famoso "kick": che toccherà a noi, a questo punto, saper far durare un po' di più che il tempo di una canzone.

La terapia diventa piacere totale con la Biodanza

Movimento, musica, canto, danza e interazione con il gruppo sono alla base della Biodanza. Da anni viene utilizzata per la riabilitazione di persone affette dal morbo di Parkinson, con risultati tutti positivi.


L'obiettivo terapeutico della Biodanza è quello di agevolare l'integrazione armonica tra psiche e corpo, vivendo con intensità il "qui ed ora! Senza voler insegnare a ...danzare, viene, infatti, favorita la percezione di tutte le emozioni provocate dagli stimoli fisici, nel lavoro di gruppo. L'armonia e la chiarezza provocate nelle diverse relazioni producono salute psicofisica e buona comunicazione con se e con gli altri. Il campo di applicazione della Biodanza è vasto. In quanto percorso di crescita, di consapevolizzazione e di cambiamento, può essere utilizzata da persone sane e da chi sia affetto da patologie di tipo motorio o psichico. È stato verificato come sia importante che i gruppi di Biodanza comprendano persone sane oltre ai portatori di Parkinson, ciò per consentire un maggior interscambio e la presenza di modelli comportamentali a cui far riferimento, lontano il più possibile dalla malattia. Avere l'occasione di vivere situazioni relazionali intense con persone sane consente infatti al Parkinsoniano di verificare come sia possibile essere accettati e rapportarsi secondo schemi differenti da quelli usati abitualmente nella malattia. Il percorso di Biodanza prevede una serie di incontri a tema nei quali viene prestata attenzione a momenti particolari del quadro di comportamento motorio affettivo e psicologico del paziente. Si inizia con esercizi di correzione della marcia per continuare, richiedendo l'aumento di energia utilizzato nel cammino. Queste esperienze vengono proposte attraverso esercizi diversi sempre supportati dalla musica, dalla stimolazione e gratificazione verbale del gruppo e da momenti di integrazione affettiva e di contatto tra i partecipanti. Successivamente si rafforza la fiducia in se stessi con espressioni di danza individuale all'interno del cerchio; il ritmo della musica favorisce il cambio degli schemi motori e aumenta il tono dell'umore. Si passa così, attraverso esperienze integrate tra loro, a richiedere l'espressione dell'emozione nella danza melodica che necessita il perfezionamento di movimenti espressi come totalità. Gli esercizi di interazione con un compagno o con il gruppo permettono uno scambio affettivo sensibile capace di affinare le qualità empatiche.. In tutte le sessioni si alternano momenti pratici e momenti verbali, si propone il cambiamento dell'autoimmagine, del ruolo interpretato (il malato si identifica con la sua malattia), sostituendolo dapprima a livello mentale e poi nell'espressione con un immagine di salute.. Si percorre così un cammino nel quale i cambiamenti sperimentati negli incontri di Biodanza si sostituiscono gradualmente ai vecchi schemi di movimento e di comportamento, diventando abituali. Cinzia Pattoni

Conferenza di Edgar Morin

 15-17 luglio 2011 - Nantes 

Sociologo francese, filosofo e pensatore contemporaneo che esercita una forte influenza nella riflessione sul mondo attuale. Direttore di ricerche emerito al CNRS e dottore honoris causa in 30 università. Riconosciuto per la sua opera profetica che ricorda l'urgenza e la necessità concreta e vitale di rifondare l’educazione. Ha scritto molteplici opere, di cui la sua maggiore è: “la méthode”. ?Presiede il centro di Educazione Biocentrica di Nantes. 

Cos’è la conoscenza?  Cosa significa essere umano 
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Fonte: Biodanzaitalia.it